domenica 19 ottobre 2014

La parabola di Giobbe

Bazzicavo su +YouTube e ho trovato "Adamo e Eva" e quindi nel giorno del signore (la domenica) vi offro un piccolo omaggio al grande Giobbe Covatta.

Riassunto della puntata precedente:
  In sei giorni il Signore aveva creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che era già suo segretario da tempo immemorabile.
   E allora il Signore disse:
«Orsù, prendiamo del fango. Orsù, impastiamolo. Orsù...»*
   Poi ci sputò sopra, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso, disse: «Cominciamo bene!».
   Ma i suoi guai non erano finiti lì, perché il Signore, non ancora soddisfatto, gli fece l'anestesia totale e creò la donna.
    E Adamo disse:
«Signore, manca un pezzettino...»
   Ma il Signore rispose:
«No, questa è la donna.»
   E Adamo ancora disse
:
«Signore, mancano almeno tre etti... Si vede a occhio nudo!»
   Ma il Signore non volle sentire ragioni, e li mise entrambi in un posto così bello che si chiamava come un cinema a luci rosse: Eden.
    E allora il Signore disse:
«Qui potete mangiare di tutto: carne, pesce, pane e Nutella, fritto misto, pizza margherita, ma non le mele, le mele no, LE MELE No!»
   E Adamo rispose: «Non ti incazzare... Ci stanno gli aranci che mi piacciono pure di più... Mangeremo gli aranci!».
   Ed ecco che Adamo si diede a dare i nomi agli animali. E diceva: «Tu ti chiamerai levriero, tu ti chiamerai porco...».
   E il maiale diceva: «Ma come?! Quello levriero e io porco? E dove sta la giustizia divina?». «E che cosa dovrei dire io, allora?» si lamentava lo scarrafone.
   In quella. Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si girò e vide un serpente. E disse: «Che schifo!». «Sei bella tu!» rispose il serpente, che era permaloso.
   Ed ecco che prese a parlare a Eva con voce suadente: «Le mele fanno bene, contengono le vitamine, una mela al giorno leva il medico di torno, meglio farsi le mele che farsi le pere... Se mangerete di questo frutto diventerete intelligenti».
  Ed Eva disse: «Ma noi siamo già intelligenti!».
  E il serpente guardò Adamo e disse: «Chillo è n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare intelligente?».
   «È vero» rispose Eva, e sputò in faccia a Adamo.
   «Che brutta giornata» disse Adamo. «Sono stato appena creato e già mi hanno sputato in faccia due volte.»
    Ed Eva gli offrì una mela, ma Adamo rispose: «La mela no, costa un'ira di Dio!».
    Ma Eva minacciò di portarlo in un ristorante cinese, e Adamo accettò la mela. E mangiarono il frutto proibito.
   Ed ecco arrivò il Signore e disse: «Vi caccio, quant'è vero Dio!».
   Ed Eva suggerì piano a Adamo: «Diciamogli che siamo atei!».
   Ma Adamo scosse la testa: «Non posso, lo conosco personalmente», e si coprì il viso per evitare che qualcuno gli sputasse in faccia.
   E il Signore disse:
«Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrrà spine e sofferenze.»
  E Adamo disse:
«Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani tè ne porto un chilo...».
  «Non è per la mela,» disse il Signore «è una questione di principio: oggi la mela, domani la collezione di francobolli, che figura ci faccio di fronte alla gente?»
  «Ma se non c'è nessuno!» disse Adamo, ma il Signore fece finta di non sentire e sventolando il cartellino rosso se ne andò dicendo: «A me!», che in antica lingua divina vuoi dire «Addio», ma nessuno lo capì.
   E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria.
   E Adamo chiese a Eva: «Ti ha detto nulla la mamma?», ma subito aggiunse: «Ah già, la mamma sono io!».
   E dovettero procedere per tentativi: prima un dito nell'occhio, poi un piede in bocca, poi un ginocchio nell'orecchio... Fin quando si conobbero in senso biblico.
   E Adamo disse: «È stato un piacere conoscerti, bambola, e a tè cosa è sembrato?».
«Certo meglio di quando mi hai infilato il gomito sotto l'ascella... Comunque, per essere uno appena uscito dall'eternità, ci hai messo proprio un attimo!»
   E quella notte Eva rimase incinta. E Adamo disse: «Che iella, alla prima botta!».
   Ed Eva disse: «Potevi starci almeno attento, pensi solo a tè stesso!».
   E fu così che fu gettato il seme del primo uomo  e anche quello della prima incomprensione.
   Ed Eva si gonfiò sul ventre.
   E Adamo disse: «Prova con due dita in gola».
   Ma Eva disse: «Non è lo stomaco, questo è un figlio... Dobbiamo pensare al nome da dargli!».
   E Adamo disse: «Se esce da dove sono entrato io, lo chiamiamo Houdini!».
   E nacque Caino, e Adamo lo guardò e disse:«Come è piccolo! Io appena nato non ero così piccolo...».
   E Adamo volle conoscere di nuovo Eva. E il Signore vide e chiamò: «Adamo!».
   E Adamo, che stava conoscendo Eva proprio in quel momento, disse: «Questa è la segreteria telefonica di Adamo. Non sono in casa...».
   E il Signore disse: «Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare».
   «E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno psicanalista!»
   E per questa distrazione Eva rimase incinta per la seconda volta, e Adamo disse:
   «A proposito. Signore, non è che potresti creare la farmacia? Sai come vanno le cose: far bene la conoscenza fa bene alla conoscenza...»
   Ma Dio non creò la farmacia, ed Eva non volle più conoscere Adamo. E quando Eva voleva conoscere, Adamo aveva mal di testa.
   E non si trovarono mai più d'accordo su questo argomento, e questa fu la vera maledizione per l'umanità.

Da Giobbe Covatta, Parola di Giobbe, Milano, Mondadori, 2002, pp. 19-27…

* «Orsù» ha probabilmente il significato di «Un, due, tre, stella...».